Profughi per sempre (Il Fatto Quotid.)

(…)Pensai che il poeta Nikolaj Aleksandrovich Pankov era rom e aveva tradotto un poema di Puskin. “Ne oke jai; pala sperasa, pir felda gala sis maj” eccetera. Più o meno: “(…)Ma eccola, e dietro di lei, nella steppa, un giovane la segue”. E’ una storia d’amore. Storia d’amore epico tradotta da un rom. Qual è la verità, allora? Sono buoni, sono cattivi? C’è il padre di Oscar, macedone, che in galera  – si dice al campo – ha ingoiato un cucchiaino e non è morto. Caspita. Oscar ne ha prese di botte. Quando il padre è uscito di galera voleva arrotarlo, a marcia indietro, col Mercedes senza targa e senza bollo(…).

Il Fatto Quotidiano, venerdì 10 aprile 2015.

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