nei pensieri di un uomo

Stanotte, per la prima volta, ho sognato Sergej. Di colpo, era un estraneo, nel sogno mi costringevo ad amarlo, come durante le nostre conversazioni epistolari. E non lo amavo. Al contrario, persino l’idea di un bacio, un castissimo bacio, mi procurava raccapriccio. Le verità sconclusionate dei sogni. Ma sono pur sempre verità, forse. Ieri riflettevo su un fatto: sono mesi che non sono nei pensieri di un uomo. Sapete in che modo, insomma, non ve lo devo spiegare. Non come una sorellina. Immagino che sia così. Sono in loop, ok. Però anche questo è vero. O comunque non sono il pensiero fisso di qualcuno.  Esercizio di vanità. La vanità brucia fuochi finti. E dovrei averlo capito ormai. Sono settimane che scrivo post sentimentali, tutti concentrati su amori finiti male, sussulti adolescenziali. Nutriti da film come Suite francese, dal suo affascinante protagonista maschile. Sono una che ha pianto sui tormenti di padre Ralph e Maggie di Uccelli di rovo.

Oggi è una giornata piena di luce. Sapete di cosa profuma la Sicilia? E’ così dolce questo profumo. I colori sono nitidi, azzurro e bianco su tutto, il cielo e il mare si estendono a raggiera sul mondo e confondono i confini. Mentre correvo, ieri, al campo, mi sono comparsa davanti, mi spiego: la ragazzina che gareggiava, promessa negli 80 metri ad ostacoli, i suoi desideri. Ero selvaggia un pochino, nel senso trascurata, abituata ai rifiuti. Ed ero fortissima e innocente.

 

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