Lettera all’editore (ancora una)

Sì, mi scusi, torno a scriverLe. La domanda è molto complicata: perché non vi piaccio? Uso il Voi corale e dignitoso. Ho scritto una storia che racconta un tempo, è il nostro, un ventennio fa. Ma possiamo tradurre tutto ai nostri giorni. E’ la storia di Slawek, esce da “Sangue di cane” entra nel nuovo. E’ un sequel eppure racconta ancora altro. E’ la storia di un uomo, fuggito dal suo Paese, quando era appena caduto il muro e la democrazia decideva sul destino di quegli uomini e quelle donne indottrinati dalla coercizione. L’uomo è giovane, appartiene alla cosiddetta generazione del nulla, vissuta all’ombra del grande partito. Sogna l’Europa, malgrado lui sia vissuto ad Est dello stesso continente. Sogna valuta europea e jeans e ogni feticcio svuotato di senso, l’Occidente grasso. Impara a bere presto. E’ un criminale. Riesce a saltare sul Ducato verso la frontiera con l’Austria. Arriva in Italia. Diventa un numero, un clandestino, un barbone. Racconto tutto questo e quel che era in Polonia, la nostalgia inenarrabile, affamata sempre dei medesimi assilli: tornare. Racconto le retrovie delle nostre metropoli, gli espedienti dei sopravvissuti, le morti solitarie negli orinatoi di qualche stazione, l’alienazione di una stanza di dormitorio, o le brande in sequenza, la malattia, la reclusione. Racconto prima e dopo l’amore con lei, amore finito. Perché non vi piaccio?

Questa storia non la può raccontare nessuno, io la posso raccontare. Sissignore. Io. Non è  “Sangue di cane”. E’ un’altra cosa ancora. La legga, si commuoverà. Mi commuovo anch’io, tutte le volte. E’ un buon segno. Anche secondo lo scrittore Giulio Mozzi  è un buon segno commuoversi sulle pagine. Ho tradotto lo spirito di un popolo. Non l’eco nazionalista. Lo spirito di un popolo, i senza terra. La loro musica, il loro gergo. Troverà dolore certo, eppure il significato di un tempo nuovo, il miracolo della Risurrezione. Perché sa a me interessa l’uomo nel momento in cui cade. Mi interessa la Luce dopo la caduta. Spetta a ogni uomo. Mi legga, la prego.

In attesa di Sue

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