una donna metà bambino

I mesi sono passati e io sto meglio. Non dimentico di aggiornare il blog. E’ un esercizio, persino di stile. L’abitudine alla scrittura, la noia, la disciplina. Ieri pensavo che non è detto – tutto sommato – che la scrittura debba essere il mio destino fino alla fine. Mettiamo che non lo sia. Mettiamo che io abbia in serbo un qualche segreto talento, segreto anche per me intendo. Quale? Saper coltivare l’orto, è la prima cosa a cui penso. E’ il mio desiderio, la tranquillità degli ultimi giorni la immagino così. Sarei stanca tuttavia, sarei vecchia. Non voglio invecchiare troppo. In questi ultimi giorni sono accadute diverse cose che potevano interferire con la mia tranquillità. Invece sono ancora in piedi, il rimpianto per qualcosa che non si ripeterà non mi ha scosso. Sono capace di sopportare quel che fino a poco tempo fa credevo insopportabile. Ogni pomeriggio siedo in riva al mare, sulle panchine di fronte al porto. mareMi piace la solitudine, quel tipo di solitudine. Sono presa dai pensieri, sono delicati, si poggiano appena sul mio piccolo cuore, il mio piccolo cuore non può custodire due destini, sono i versi di Dora Gabe, poetessa bulgara di origini ebraiche, vissuta nel secolo scorso. “Perché sono una donna metà bambino/ Perché non è nelle mie forze portare due destini in un così piccolo cuore/”.

Sergej non esiste più, definitivamente. Era un amore alimentato solo dalle parole, scritte per di più, poco sussurrate. La sua voce è molto bassa, calma, gentile. Leggo di lui, giusto per curiosità. Il suo nuovo romanzo pare che stia andando bene, tradotto in alcuni paesi. Nessun sussulto. Racconta una storia d’amore tormentata, negli anni del regime in Bielorussia. E di altri drammi terribili che hanno investito la sua vita. Morti terribili. Me ne aveva raccontato. Io però non ero capace di accettare quel grado di violenza. Lui un giorno mi scrisse: sono cresciuto in un luogo crudele, dove non ti è consentito piangere, addolorarti, mostrarti debole. Il romanzo è senz’altro metafora di un tempo disumano, dove un’ideologia disumana sconvolgeva, nel suo mostruoso nichilismo, la vita delle persone. La sua famiglia di intellettuali russi era molto conosciuta. Lui avrebbe amato me e mio figlio, aveva promesso. Le promesse sono fatte per non essere mantenute.

Advertisements

4 thoughts on “una donna metà bambino

  1. marina bisogno (@acolpidipenna)

    Ciao cara, a volte ci sono verità non necessariamente in conflitto. Le tue: una scrittura unica, peculiare, con tutte le sue ossessioni e manie. E forse qualche talento nascosto, magari pratico, chissà. Ti abbraccio, marina.

  2. elisabetta

    Beh, niente di grave, c’è sempre il tempo di maturare, dell’ resto perchè sentirsi vecchi prima del tempo. i problemi di adolescenza si trascina dietro per tutta la vita, poi si risolvono da soli, manco ci accorgiamo. Ciao, Elisabetta

    1. veronica tomassini Post author

      si dimentica più che altro, comunque non mi riferivo in questo post ai miei problemi adolescenziali, peraltro molto comuni, banali se vogliamo. però grazie dell’interazione.

Comments are closed.