come non hai amato me (inedito)

(…)Con Jaruzelski e Wojciech ne parlavate con disprezzo, giudicavate gli altri polacchi portatori di grane, come se l’affare non vi riguardasse, come se per voi le cose fossero andate diversamente. La mensa non era troppo distante dai giardini dove riparavate. Il pomeriggio vi recavate in via del Crocifisso, con Jaruzelski e Wojciech sempre più malati di un male terrificante, non solo l’alcolismo, il male era la pena, il desiderio di finirlo il viaggio, e presto. Il tuo stesso male, prima della tubercolosi, era l’alcolismo e il desiderio di finirla. Finirla finirla. Non ti bastò il mio amore, la nascita di nostro figlio. Ma chi sei veramente? Tuo padre te lo chiese pieno di angoscia, quel giorno che uscisti di galera ed eri già ubriaco prima di entrare in casa. “Chi sei?”. Ti guardava con sospetto o pena, non sapresti riconoscere il suo stato d’animo ancora oggi. Barcollavi, avevi un mezzo sorriso stampato in faccia, nessuna felicità a motivarlo. Tua madre ti accompagnò in camera, tu crollavi sul letto. Tuo padre rimase in piedi nel suo studio, fissando un punto della vetrinetta dove custodiva i preziosi libri approvati dal partito, su cui indottrinava le sue severe convinzioni, la sua devozione, ordine e obbedienza. Tua madre piangeva in cucina spesso, mentre tu ubriaco eri in giro a far casino e tuo padre in qualche bettola. La sua solitudine era spaventosa, la capisco. Cercava di calmare tuo padre, “è un ragazzo, diamogli tempo”. Tuo padre era deluso. “Non lo conosciamo, non sappiamo quale tara marcisce in lui”. Eri un figlio di puttana, preso in orfanotrofio. Tua madre scuoteva la testa, ricacciando le lacrime. “E’ nostro figlio e noi lo amiamo”. Finivi in galera per rapina o ricettazione o renitenza o rissa aggravata.

Tua madre sperava in cuor suo, malgrado tutto. Un giorno saresti cambiato, non accadde neanche sposando la prima moglie, che amavi davvero, come non hai mai amato me forse. O forse sì.

Tratto dal romanzo inedito La piccola morte

Copyright © Veronica Tomassini. Tutti i  diritti riservati trattati da Vicki Satlow Literary Agency,  Milano

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