adolescenza

Sono una di quelle che ha sempre pensato di essere già troppo vecchia per qualcosa. Oppure troppo avanti o troppo indietro, mai nel posto giusto, nel minuto giusto. Da adolescente ero abbastanza irrequieta, come mio figlio. Volevo fare qualcosa di più e di diverso, frequentavo gente parecchio più grande di me, feste esclusive.

Mazzarrona, i miei deserti

Mazzarruna, i miei deserti

Non avevo motivazioni, le avevo seppellite con vergogna – senza più ricordarmi dove – perché a mio avviso erano fuori contesto. Leggere come leggevo da sempre era un condizionamento estraneo, guardato persino con sospetto. Usavo parole troppo lunghe diceva un idiota, analfabeta nell’anima, non so come dire. Era un tossico, privo dell’atmosfera magica e impegnata dei tossici di Carlo Grimaldi. Consentitemi l’accostamento ardito con i due aggettivi. Viveva a Mazzarruna, ma era un idiota. Io potevo frequentare i ragazzi ricchi, che mi annoiavano a morte, frequentare le loro belle case, abituandomi subito al lusso come se non avessi mai visto altro; e frequentare i tossici di Mazzarruna, dove ero diversamente stronza, snob al contrario, avida di spiare di capire di confondermi, rubando la capacità di esercizio alla vita misera di quei ragazzi. vent'anni Nessuno mi aveva avvertito di quanto fosse crudele l’adolescenza, nessuno mi avrebbe avvertito che i deserti sarebbero passati, che era solo questione di tempo. Qualcuno poteva aiutarmi? Sbrigativamente ci si aiutava da soli. Sono finita da una psichiatra a quarant’anni. Vorrei che per mio figlio fosse diverso, che radunasse ricordi buoni, per la dispensa della maturità, quando serviranno. Mi sono salvata. Ma intorno a me il mio paesaggio – dalle feste esclusive ai cardi di Mazzarruna – non aveva orizzonte. Il tedio aveva il medesimo suono mortale di Sense of  doubt di David Bowie. I ragazzi erano i compagni della valle, erano ectoplasmi, figure esanime, vomitavano bava, avevano le piste sulle braccia e un pallore giallognolo e malsano a cancellarne ogni sussulto. Il sussulto alla vita era l’amore? L’amore era per pochi, durava niente. Io non credo di essere stata amata comunque, neanche allora. Trepidavo perché accadesse, questo mi ha fregato.

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