quel tizio che adesso odio

Ho dimenticato la desolazione di questo inverno. Ma come ho fatto a ridurmi così per un tizio che penso sia il peggiore dei narcisisti. Odio questo tizio. Lo odio tutte le mattine quando sono costretta ad assumere il farmaco della serenità, dell’equilibrio. Se ne andasse a fanculo. Quel tizio ha soltanto lasciato che esplodesse un dolore marcio, da tirar via come una brutta radice, così leggevo tra le pagine di un saggio di un mistico Sufi. Dovrei avvertire la moglie: sa signora, suo marito passa le notti in chat, cerca sesso credo, lo spaccia per qualcos’altro. Se lo tenga buono, signora. Lo faccia scrivere tranquillo e lei signora continui a tradurlo. A bientot.

Nel frattempo per me non è mai esistito, idiota. Sono molto arrabbiata oggi. Faccio un mucchio di errori. Ho una vita insulsa o disordinata. Sono distratta, dimentico tutto. Dico molte bugie, ho strane relazioni virtuali con molti uomini. Non mi piaccio più o più che altro non mi capisco più, qualora fossi mai riuscita nell’avventura. Giudicatemi, ne avreste motivo.

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