il viaggio

Sono partita per tornare in via dei Penitenzieri. Nella Chiesa della Divina Misericordia, quel che accade è sempre molto forte, mi induce al pianto, a inginocchiarmi davanti alla tela immensa di Gesù così come apparso a Suor Faustina Kowalska. GesùA Roma non mi aspettava nessuno, nessun uomo o nessun avvenimento mondano. Mi sembra sempre più interessante la circostanza: partire e tornare senza che qualcuno mi aspetti o senta la mia mancanza, eccetto mio figlio (forse), i miei cagnolini, i miei congiunti. Niente febbre, abbracci disperati, aneliti nutriti dalla distanza. Niente. A Roma la gente mi sorride, congiunzione molto rara, non ci sono abituata, al sud la gentilezza è scambiata per dabbenaggine o stranezza. Meglio lo sguardo basso al limite, o cattivo. Ho camminato moltissimo, in via della Conciliazione c’era l’esercito, i soldati con i mitra. San PietroMa ho pensato: chissenefrega. Io sono qui. Ho raggiunto la chiesa, poi il canto delle suore si è alzato teneramente raggiungendo da parte a parte il mio spirito provato. E lì credo che ve ne fossero molti. Volevo tornarci e ci tornerò ancora. In piazza Risorgimento, studenti e turisti consumavano  un pasto frugale seduti sulle panche o all’ombra dei chioschetti. La sera a Trastevere ho comprato un vestito desiderando che mi si ammirasse, chi non saprei, è il mio modo infantile di procedere.Veri Roma Era il mio compleanno. RomaNon ricordo quanti anni ho. Dovete credermi. Non lo so. Il pomeriggio sul lungotevere la luce si spalmava maestosa sui palazzi, dorati fino all’imbrunire. Non ho bisogno di altro, non avevo bisogno di altro: sentirmi felice e estranea, felicemente sì. Con quel solito sussulto improvviso veloce: ma sono a casa, spaesata e a casa.

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One thought on “il viaggio

  1. francocanavesio

    Ci ho fatto il militare, e mi ritrovo in questo camminare sereno per le vie di Roma. Per ore tra palazzi e chiese, anche giardini. Innumerevoli le chiese, a quel tempo aperte ad ogni ora, con Bernini e Caravaggio sempre lì pronti a farti alzare gli occhi verso un punto di luce.
    Non so se sia ancora così. Se dipende dall’anima, sì. Buon compleanno!

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