non cominciare

Stamattina lo vedo, con le sue solite maschere. Supera in altezza di due palmi almeno tutti gli altri passanti. Nero di quella negritudine che mi sembra io non abbia mai capito, abbia piuttosto ignorato in assoluto. Mi sono persa qualcosa. Non mi importa, I. non è l’uomo per me. Quindi la seconda fase è: non cominciare nemmeno.

Mi trascino, ammetto, è questa influenza ibrida, un tedio mortale che mi si è appiccicato addosso. Mi vedo bruttissima, con tutti gli anni, li dimostro tutti. Stamattina ero proprio gonfia, in viso in special modo. Mi sono vergognata, ho sperato che I. non mi notasse nemmeno. Segretamente non voglio guarire, non trovo una ragione, non è una questione di ragioni, è una questione di spirito, di vigore morale. Ho incontrato un amico stamane, mi ha detto: scrivi ogni giorno. Lo faccio. Soltanto che non trovo la luce.

I. è un incontro sbagliato. Ma io sono una donna. I. è un uomo. E’ tutto molto naturale. Eppure capisco che non devo non devo non devo.

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