17 anni

Quando ho incontrato quel tizio, avevo solo 17 anni. Da allora ogni cosa ha perso di leggerezza. Ero una ragazza, avevo una vita brillante se vogliamo, una studentessa con buoni voti, ero carina, stavo cominciando ad avere un’idea di quanto fosse bella la giovinezza. Non ho nessuna foto di quel periodo. Ero felice perché ero libera e il mondo era tutto per me. Ascoltavo le canzoni di Mina perché avrei voluto essere una donna così, forte e appassionata, o Tracy Chapman o Tanita Tikaram. Quando ho incontrato quel tizio ho soltanto assecondato un impulso di pietà, nella sua persona non c’era nulla che mi ispirasse amore, desiderio, nulla, la sua stessa persona era un ricatto morale: guarda quanto sono derelitto, non ti fai schifo a essere felice? Più o meno. Lui era un tossico, sopravvissuto a un suicidio. Sono stati gli anni peggiori della mia vita, regalati a uno che non ho mai amato, ricambiata. Di colpo sono diventata vecchia. Però vedete questa storia non mi va nemmeno di raccontarla, lui era talmente banale che con tutta la buona volontà non saprei tirarci su un personaggio di second’ordine. Nessuna poetica dedicata  a un ex eroinomane. No a lui no, ma a Massimo sì, malgrado io e Massimo siamo stati insieme pochi giorni. Massimo e le canzoni di Tracy Chapman, le notti fredde di inverno, le marlboro sul cruscotto, le gonne troppo corte e le mie belle gambe, quando ancora lo erano prima di ridurmi a uno straccetto di 42 chili. Ma questo è accaduto dopo, con quel tale eroinomane che voleva ammazzarsi e non c’è riuscito. Non sono più stata una ragazza. Il mondo mi si è mostrato di colpo con le sue nefandezze. Però la vita non chiede scusa, quasi mai.

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