una recensione sessista

Quando è uscita questa recensione non ho certo esultato, si recensivano le mie gambe. Ecco cosa è per me il sessimo, questo spregio superiore, la mortificazione di un merito. 

di Camillo Langone

Cantami, o Musa, il nome di una giovane scrittrice di valore. Perché io non ne conosco una. Stanco di amare l’opera di maschi attempati (Arbasino, Cancogni, Ceronetti, Isotta…), alcuni addirittura attempatissimi e non tutti proprio simpaticissimi, decido di cambiare gioco, di leggere femmine nuove, aria fresca in libreria. Volendo andare sul sicuro (odio le delusioni) mi butto su Veronica Tomassini. Essendomi amica di Facebook vedo le sue belle gambe, le sue belle mani, la sua bella faccia siciliana, inoltre la so sorella in Cristo: tanto cattiva non potrà essere, mi dico. Superato il titolo respingente (“Christiane deve morire”, Gaffi editore), superata la prefazione invadente e scritta male di Giovanni Pacchiano, vado a sbattere nel suo vocabolario: dalla prima all’ultima pagina invece di scrivere zingaro scrive rom.

veri es

Langone ha recensito questa foto

Veronica ha scritto una storia di zingari, accidenti a lei e accidenti a me che non l’avevo capito subito, altrimenti col cavolo che l’avrei aperto il suo romanzo, ed è convinta che gli zingari siano buoni. Ma non è questo il problema principale, può darsi pure che a Siracusa gli zingari siano buoni e tutti gli zingari cattivi li abbia incontrati io, che a Siracusa infatti non ho mai messo piede. Il problema principale risiede nella parola, ancor più misera della cosa: rom è una parola da italiano depauperato, l’italiano dei telegiornali, dei decreti legge, delle canzoni di Fedez. Mentre zingaro viene addirittura da Luigi Pulci, l’autore del “Morgante”, Quattrocento fiorentino, diamine! Se non ti piace zingaro perché sei pauperista e ti suona dispregiativo, devi trovare un sinonimo o produrre un neologismo. Se invece insisti a scrivere rom stai facendo giornalismo, o politica, o cattiva teologia, non letteratura. Cantami, o Musa, il nome di una giovane scrittrice di valore, una capace di dire zingaro allo zingaro. Perché altrimenti mi tocca l’opera omnia di Buscaroli e La Capria.

 

L’originale è uscito sulle pagine del Foglio il 14 ottobre 2014

qui: http://www.ilfoglio.it/preghiera/2014/10/14/scrittrici-brave-non-ce-ne-sono-preghiera___1-vr-121834-rubriche_c155.htm

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