Il senso di Magalli per il Calippo

Il sessismo sfugge a Magalli come un cammeo vintage. Possiamo perdonarlo in fondo,  noi donne che a ogni pié sospinto – se un tantino carine e con un pizzico di carriera davanti – dobbiamo difenderci da metafore da caserma, per autodeterminarci o peggio giustificarci di un traguardo raggiunto senza necessariamente esserci inginocchiate sotto un tavolo ovale. Mettiamola così. Metafore da caserma. Come quella battute caustica, stile magallese, che oggi il conduttore de I Fatti Vostri non ha proprio potuto conservare per sé. Durante la conversazione con Pippo Baudo, in un viaggio pacato nella storia della televisione (ah i signori come Baudo, ci mancano, oggi ancora di più), riferendo delle sue scoperte, nello specifico Lorella Cuccarini, Magalli chiosa: anche lei ha cominciato leccando un Calippo? No perché molte hanno cominciato così. Dice. Lo saprà lui, a questo punto. Mi chiedo: quanti uomini avranno fatto lo stesso, casomai? Non si ribadisce mai questa cosa qui, però. Cambia la sostanza? O fors’anche: gli uomini non hanno bisogno di leccare calippi. Le donne sì. Violento e sessista il fatto, vero o falso. L’assunto è violento, è ingiusto, è ignorante. Perché una donna – nell’immaginario collettivo maschile, negli ambienti che non ti aspetti, persino, ancora e malgrado i manifesti femministi, le ipocrisie delle battaglie per i diritti- è sempre una da tavolo ovale, una che deve inginocchiarsi, una che lecca calippi. Siamo uscite dalle docce dei film di Vanzina, dalle commedie anni ’70, volgari come un rutto, dove bellissime attrici erano solo tette da strizzare, depersonalizzate, fino alle giulive alla Drive In dei primi anni ’80. E non possiamo dire in risposta a Magalli: senta, lei, un calippo non l’ha mai leccato perché nessuno ha il fegato di chiederglielo. Sarebbe sessismo. Le donne non sono capaci di battute sessiste. E’ sessismo anche questo, precisare. Però, quando il mondo ci perdonerà veramente? A meno di diventare stronze come gli uomini quando sono stronzi, asessuate, con una colata di grigio al posto dei nostri capelli vezzosi e curati. Ecco signor Magalli, noi leccatrici di Calippo per solidarietà: la manderemmo volentieri in quel paese a cercare calippi di ogni dimensione. Ne faccia l’uso che crede, il più appropriato.

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