Qualcosa sull’amore

Dovrei scrivere una storia sentimentale. Una storia d’amore che rispetti i canoni classici, così da accontentare tutti, diventare un libro da ombrellone o da classifica o da rivista femminile, un must quasi più snob di un blog letterario. Non sono capace. Non so parlare d’amore, non ricordo più niente. Come può accadere procedere finire. Secondo uno schema normalizzato, in un ceto borghese, in un contesto di brave persone.

Sono abituata a frequentare gli imperdonabili. Io stessa lo sono. Non posso cambiare. Quando ci provano, mi saltano i nervi, devo mettere in atto la solita prova di forza che chiamo resistenza. Scrivo questo post senza coinvolgimento, sento la mia vena inaridirsi, ho bisogno di un altro pezzo di vita per poterla raccontare. Non sto vivendo da anni. Non so cosa raccontare ancora. Cos’è l’amore? Quando succede? E perché non succede? Più. A me. Chiamo pavidità, la fiacchezza di certi uomini. Sbaglio. Semplicemente non sta accadendo. L’amore. E va bene in un tempo, più il mio passa, più mi accorgo che sotto la pensilina ad aspettarlo ci sono solo io. Ma a cosa mi serve? A molte cose, fondamentalmente a una: guarire. Andiamo oltre. Ieri riflettevo: per ridere bisogna essere in due. Da solo puoi pure provarci, ma non è la stessa cosa, suona male, si è ridicoli. Ridere veramente si può fare solo in due. Questa è la dimostrazione della socialità insita nell’uomo e quelli che la schivano dovranno infine riconoscerla. Arrendersi. Sto provando a scrivere, l’idea su un nuovo romanzo ce l’ho, ma riguarda sempre me. Adesso non riesco a farlo. Ogni parola pesa, non vien fuori. Sull’amore non so dire nulla. Oggi.

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