Romanzo Amore 60

Sedeva sul letto. Il bambino cresceva. La vita andava. La vita di prima le era stata strappata. Fu proprio una lacerazione, repentina; il brano di un tessuto estorto dalla  nobile trama. Perché?

Sedeva sul letto guardando un documentario su Rembrandt, ripeteva in mente le parole che udiva pronunciare dalla voce fuori campo: vigore marziale; immaginario glorificato. Le avrebbe riutilizzate. La vocazione a essere il corifeo di una sventura in fondo non era male, ne avrebbe scritto fino a non poterne più, fino a perdere il senso di una esistenza, qual era il senso? Oltre il davanzale della sua camera da letto ogni tanto le tornava la vocina del figlio, giocava in giardino, circondato dalle bianche calle. La sua commovente innocenza. Forse un giorno sarebbero tornati a casa. Aveva appena appena comprato un divano, un mese prima della disfatta – e le venne in mente la Sagan – era un divano azzurro. Le piaceva l’azzurro, i colori nella sua semplice casa erano tenuità, le tende blu o bianche ricamate. Era tutto molto povero e amato. Povertà e amore.

Guardava in tv la vita di Rembrandt, con la voce fuori campo. In certe giornate con la luce netta, i colori palpitanti, le veniva il desiderio di vivere di nuovo. Vivere. Uscire di casa, il bambino, la vita. Era come se un velario la avvolgesse, la stritolasse. Era pesante vivere, dov’era la leggerezza, cos’era? Nessun accidente ebbe la vigoria di farsi ricordare. Tutto era cenere, non c’era un prima e un dopo, emergeva trionfante la cima della disfatta. Un giorno a raccoglierli tutti, a renderli vani tutti. cropped-vvvvvv.jpg

Oggi la gente fluiva a man dritta verso il mare. In auto ascolto una bella voce raccontare il viaggio di Goethe e questa voce recitava a un certo punto ” a man diritta”, o ” di buon mattino”. Qualcosa di antico e rasserenante pronunciava questa bella voce. Ho camminato moltissimo. Qualche volta siedo sulle scale del Duomo, o al Tempio, parlo con chi capita, difendo la mia introversione. Eppure sorrido, sembrerebbe il contrario a vedermi. In auto ascolto una strana musica tedesca, fa da base alla bella voce che riferisce del viaggio di Goethe. Spesso cammino al buio e invece c’è il sole.

(continua)

Copyright © Veronica Tomassini.

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