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cinque cose che direi a un esordiente

 

di Matteo B. Bianchi

Veronica mi ha chiesto un contributo per questo blog, in particolare se avessi un consiglio da dare a un esordiente. Da anni, tramite una rivista e l’attività di editor presso diverse case editrici, ho a che fare con autori alle prime armi e basandomi sulla mia esperienza ho condensato in cinque punti quelli che mi sembrano i suggerimenti fondamentali.

Il tono brusco è voluto.

1 – IMPARA A LEGGERE

Non è una battuta, lo so che sai già leggere, ma se intendi dedicarti alla scrittura è bene che impari a dedicarti alla lettura con occhi diversi. Comincia a leggere non più (o non solo) per il piacere di farlo, ma con lo sguardo del ricercatore: perché questo incipit funziona bene? cosa mi è piaciuto di questo dialogo? perché l’autore ha voluto raccontarmi questi particolari a prima vista insignificanti sul suo protagonista? perché il romanzo è diviso in capitoli così brevi? Fatti delle domande, indaga il testo come se fosse un gioco di cui nessuno ti abbia spiegato le regole e toccasse a te scoprirle. Riprendi i tuoi due o tre racconti preferiti e ricavane lo schema che l’autore ha utilizzato. Poi copialo brutalmente, scrivi un tuo racconto ripercorrendo le stesse mosse. Alla fine il racconto lo butterai via, ma avrai imparato un sacco di cose.

Scrivere è come correre: richiede tecniche e allenamento.

Se credi che per produrre un romanzo basti mettersi alla tastiera e seguire la propria mirabolante ispirazione allora ciao, non ha senso che ti stia parlando.

2 – CERCA IL CONFRONTO

Scrivere è una delle attività più solitarie al mondo. E non c’è soluzione, né alternativa: puoi contare solo su te stesso e la tua passione.

Detto ciò, chiunque di noi (e a qualunque livello) ha bisogno di pareri sul proprio lavoro per comprendere se sia riuscito o meno. Prima (e sottolineo vivacemente prima) di aspirare alla pubblicazione, aspira al confronto. Fai leggere le tue cose e non alla ricerca di complimenti, ma di critiche. Fatti dire quello che non funziona e lavora per migliorarlo. E’ importante ottenere dei pareri oggettivi, non mediati dall’affetto di amici e fidanzate. Più estraneo è il lettore, più brutale e onesto sarà il suo parere. Esistono decine di riviste letterarie, in rete e cartacee, è importante (anzi, dal mio punto di vista, è necessario) conoscerle, frequentarle, leggerle. I redattori di queste riviste sono un interlocutore ideale e privilegiato: fatti leggere da chi, per passione, si occupa di narrativa giovane italiana.

Inoltre è importante anche il confronto simbolico: impara a leggere altri esordienti, vedi quello che l’editoria sta pubblicando in questo momento, se c’è già qualcuno che sta raccontando le storie che hai in mente tu, se il tuo punto di vista è davvero personale.

3 – NON SEI HEMINGWAY (O PERLOMENO, NON ANCORA)

Te lo dico subito, anche senza conoscerti, anche senza aver letto una riga di un tuo testo: non hai scritto un capolavoro. Ogni tanto ricevo mail (patetiche) del tenore di: “Ciao, ho scritto due racconti, ma prima di mandarteli in lettura vorrei sapere come posso depositarli per garantirmi che non vengano copiati e pubblicati da altri”. Punto primo, mi stai implicitamente dando del ladro, se prima di inviarmeli già temi che possa rubarteli. Punto secondo, hai scritto due racconti in vita tua e già pensi che siano opere tali che un professionista voglia pubblicarli a nome proprio? Complimenti per la modestia.

Per mia esperienza personale, i casi di plagio letterario sono rarissimi e quasi mai riguardano testi di esordienti (il caso più frequente è quello di coloro che inseriscono nel proprio libro pagine estratte da un libro altrui, spesso straniero e mai tradotto nel proprio paese). Stai tranquillo, il tuo genio è salvo. E comunque con una mail del genere hai solo fatto la figura dell’arrogante, non di colui che vuole consigli e critiche per migliorare.

4 – SBAGLIA

Non avere paura degli errori. Tutti noi abbiamo scritto stralci di romanzi orrendi, racconti che non andavano da nessuna parte, poesie indegne di essere chiamate tali: ma questi vergognosi tentativi almeno ci hanno fatto prendere dimestichezza con la scrittura e ci hanno aiutato a capire quali passi falsi evitare in futuro. Il problema non è sbagliare, ma non fare tesoro di queste cadute.

Quando ricevi pareri negativi, non offenderti. Anzi, impara ad ascoltare e a capire perché il tuo lavoro non ha funzionato. Le critiche, se sensate e precise, sono oro. Ti aiutano a capire la strada quando l’hai perduta. O, meglio, ti indicano la strada che devi ancora trovare.

5 – NON PAGARE

La regola aurea: non pagare MAI.

E’ davvero molto semplice: se ti chiedono dei soldi, ti stanno fregando. Punto.

Non ci sono se e non ci sono ma. Che sia un concorso letterario, un festival, una rivista, una piccola casa editrice, non esiste.

Anche su questo tema mi capita di ricevere mail imbarazzanti: “La casa editrice Questo&Quello mi ha chiesto dei soldi per pubblicare il mio romanzo, ma sono persone serie…”. Sì, credici.

Se decidi di andare con una escort sei liberissimo, però poi non venirmi a dire che lei l’ha fatto perché ti ama. Allo stesso modo, se paghi per essere pubblicato non cercare di farmi credere che il tuo testo sia valido e la casa editrice crede in te.

Chi ha fiducia nel tuo lavoro investe sulla tua pubblicazione.

Chi ti sta chiedendo un contributo economico lo fa per aumentare il  proprio fatturato.

Sono due posizioni assai diverse e se non lo capisci è perché non lo vuoi capire, preferisci raccontartela.

PS: Caso completamente differente è l’autopubblicazione: se io decido di investire per produrmi un ebook o un libro con stampa on demand, allora sono consapevole e in pieno controllo di quello che sto facendo. Nessun intermediario mi sta chiedendo dei soldi per fare la stessa cosa. E’ solo una mia scelta (non passare attraverso una casa editrice tradizionale): rischiosa, ma non deprecabile.

                                                   

Matteo B Bianchi ha pubblicato quattro romanzi (l’ultimo è “Apocalisse a domicilio”, Marsilio), è editor (tra i più importanti e ascoltati) presso la casa editrice Indiana ed è uno degli autori della trasmissione tv “Quelli che il calcio” (Rai Due). Il suo blog è: matteobblog.blogspot.com

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